
Raccolgo un fiore
da questo giardino
dove spesso ci dicevamo il nostro amore.
Lo adagio piano su una panchina
- quella panchina.
E mi siedo accanto a te
che non ci sei.
Qui attorno
- nella calma profumata che è giunta
con i colori del tramonto -
il ricordo di te pervade ogni cosa.
E mi penetra e mi fa male.
E piango
lacrime che non sanno salire agli occhi,
per quel fiore che ho reciso.
domenica 8 giugno 2008
Tu, mio fiore
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
6/08/2008
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