
Prima ci fu lui: tanti anni insieme.
Poi un altro: tanti altri anni assieme.
Infine, il rifiuto: nessuno, l’uomo della mia vita.
Ora son sola.
Buona con me è la vita,
sarebbe completa con la persona giusta.
Ora son sola, ed è difficile.
La sera rientro a casa in fretta,
ceno veloce e mi rifugio a letto.
Son sola, e ancor non so come si fa.
Una svolta la vorrei:
per sorridere ancora e star di nuovo bene.
Tornare indietro, no: sarebbe ancora il buio,
all’ombra di un uomo.
Voglio prima brillar di luce mia:
allora lo guarderò negli occhi, alla pari, il mio compagno
sabato 29 marzo 2008
Nell'ombra
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
Onirica composizione di sensi

pensiervezzosi brillaspumeggiano luminobriosi
zampilsorgentemente trascendendomente
percorrere alivolando loscorreretrascorrere
delmomentoistante chesifairidante
diverdegiallo maturvolgente amarantorossocorallo
musicandocroma inbemollearoma
fruttorosato disinfonicogusto petalvellutato
incarezzevoltocchi dicromorintocchi
buioemergenti dacolorprofumi tattilosuadenti
disensi senzasenso
nelnonsenso deisensi chedansenso
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
Mentre dormi

Nei tuoi sogni, stanotte, vorrei apparire.
E lì - io inafferrabile -
vorrei tu provassi per me
quel che sento per te.
Ti starei accanto, evanescente,
e vorrei tu sentissi in te
una tenerezza infinita
che ti avvolge e ti avvolge.
Vorrei, stanotte, essere il tuo sogno.
Ed essere - sensazione notturna –
l’ombra verso cui aneli e che non c’è.
Vorrei, questa notte, che il tuo sogno
ti facesse destare per un attimo, confusa,
mentre la tua mano scorre invano
a cercarmi nel freddo accanto a te.
E – non trovandomi –
richiudessi gli occhi.
Per ritrovarmi nel sogno.
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
Maledetta me
Di nuovo nel baratro, maledetta me.
Di nuovo ci son cascata.
Di nuovo è tornato, lui sparito per mesi e mesi.
Nel mio letto. Straordinaria la follia dei sensi.
La mattina, poi, il risveglio:
no, non può,
no no, nessun impegno.
Sparito di nuovo. Da lei.
Io uno straccio.
Anzi, no, arrabbiata.
Anzi, no: furente.
Con me stessa.
Volevo, vorrei, forse vorrò
soltanto
una straordinaria follia dei sensi.
Nel mio letto.
Assaporare tutta, ma tutta,
quella libertà – scandalosa –
dai sentimenti e dall’amore e dalle colpe,
quella libertà – scandalosa –
che gli uomini, loro sì, ben sanno.
E invece no.
Non ci riesco, no.
Maledetta me.
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
Le mie vacanze

E’ deciso: viaggio in solitario.
Non più amici in coppia e amiche in caccia.
Parto da sola: io completamente libera.
Per ritrovar me stessa.
Per mettermi alla prova.
Per trovar – perché no – nuove amicizie.
Una vacanza a me dedicata.
E al mio piacere.
Una valigia per compagna.
Sarà l’evasione l’aria nuova del mio respiro.
Cenar da sola, però…
Ma sì, io disinvolta brinderò a me stessa.
Per ricominciare.
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
Lampada di Aladino

E’ strana davvero la mia lampada d’Aladino:
quando il genio esca non si può mai dire.
Se l’accarezzi o la sfreghi,
non ne vuol sapere,
neppure se la preghi.
E’ davvero strano l’animo mio:
l’intuizione che sorprende accade così, a volte.
Se lo curo o lo coltivo,
mi arricchisce,
e mi sento vivo.
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Gianni Montefameglio
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3/29/2008
venerdì 28 marzo 2008
La voce di lei

I miei occhi chiusi su una visione di prati.
Ho escluso lo spazio verde di campi e coloratissimo di fiori,
che vive incantevole sotto l’azzurro del cielo.
E percepisco solo un suono melodioso di ruscello.
Che mi culla.
Musicalità che si rinnova nel fraseggio,
parole musicali in chiave di violino,
note accordate dall’emotività che le ispira.
E ne percepisco la sonorità nascosta.
Che mi colma.
Voce solista che sa d’orchestra,
armonie emerse dal pentagramma del cuore,
suggestioni e sensazioni improvvisate.
Percepisco l’emozione del crescendo.
Che non mi calma.
Incantevoli corali a più voci in una sola voce,
la dolcezza struggente di un bemolle dell’anima,
pause pregnanti di note non scritte.
Ne percepisco l’intensità viva.
Che si compie.
I mie occhi chiusi sulla visione di lei.
Ho escluso tutto: solo lei presente,
che parla incantevole al mio cuore.
La percepisco. La sento unica.
E mi compie.
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Gianni Montefameglio
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3/28/2008