
Quella tutta sorrisi e mossettine: per me era la trampoliera.
Io, ampie gonne e scarpe basse, stavo comoda così: donna più vera.
Fu un caso o beffa del destino: io da lei, una sera.
La tipa era gentile e sorridente, vistosa e canticchiante.
La guardo imbambolata, lei tutta raggiante.
Trampoli per tacco, anche in casa - io penso . E’ tutta sculettante.
Tende, tendine, ninnoli e fiorellini: casa sua è in stile barocco.
Tutto arzigogolato, soffice il tappeto: il rosa antico dona un certo tocco.
Guardo attorno, stupita di non trovar un gatto persiano con tanto di fiocco.
Bellissimi, i suoi sandali: semplici, rosso il raso.
Tacchi alti e una fascetta: li provo, giuro, o non rincaso.
L’occhio mi cade lì, e non a caso.
Quella mattina, per controllar le gambe, la gonna m’ero alzata.
Immaginando i tacchi, sulle punte m’ero sollevata.
Strana idea la mia, ma io sempre più tentata.
Poi, durante il giorno, lo confesso, alla tipa io pensavo.
E in certi momenti, credo, perfino sculettavo.
La dico tutta: quell’abitino ormai dimenticato, sì, fuori tiravo.
Se n’accorge, la trampoliera, che i suoi sandali sto a guardare.
Allor le faccio: ma come fai a camminare?
Sorride e se li slaccia: vuoi provare?
Stupita, mi guardo allo specchio: son io davvero che si rinnova?
Gambe slanciate, tutto perfetto: basta sol che un po’ mi muova.
Anche la gonna par aver una sua bellezza tutta nuova.
Mi sento femmina davvero, quasi disinvolta.
A camminar imparerò, una buona volta.
E’ diventata trampoliera amica, quella tipa che verso di me si volta.
Comoda e dimessa, ero la donna del mio stesso atteggiamento.
Mutata la postura, mutata io, in un momento.
E’ un modo nuovo di pensare e di pensarmi: è questo il cambiamento.
venerdì 2 maggio 2008
Sorelle di sandali
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
5/02/2008