
Ti sorrido, amica mia.
Ma il mio sorriso è accennato, colmo di comprensione:
li vedi i miei occhi affettuosi che
guardandoti – buoni, senza imbarazzarti –
ti parlano in silenzio?
Ti dicono quanto so di te.
Perfetta e brillante sempre, tu.
Eppure io so delle fatiche e degli sforzi
che mai racconteresti.
So delle rabbie che taci.
So perfino delle ire, delle invidie e delle gelosie
che nascondi, ma che a volte son parte di te.
Vieni via, amica mia, donna vera sotto mentite spoglie.
Abbandona paure e incertezze:
ti porto in un viaggio nuovo.
Lascia lì la tua valigia delle cose,
con gli abiti dei sentimenti amari,
con le scarpe dei doveri faticosi,
con i gioielli delle emozioni avvilite,
con la biancheria dei desideri frustrati,
con il trucco delle abitudini stanche.
Porta con te solo la tua voglia di vita vera.
Eccoci giunti.
Non ti avevo detto che è un viaggio nuovo?
Quando arrivi alla meta, inizia il viaggio.
Férmati: il viaggio è nuovo.
Tu spettatrice di te stessa (ma dove eri finita, amica mia?).
Qui puoi guardarti piangere e ridere,
provar rabbia e sperare, volere e rifiutare.
Sei tu.
Accogliti, senza giudizi.
E non rifuggire più.
Scoprirai che la tua anima è unica,
unica perfino la tua maniera d’esser bella.
Unica. Come te.
domenica 25 maggio 2008
Viaggio senza bagaglio
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
5/25/2008