venerdì 30 maggio 2008

Una via c'è


Sembrava un viale alberato di sogni perenni,
ben soleggiato d’amore, ventilato da sensazioni vere,
recante all’Albero della Vita,
nell’Eden segreto del cuore.

E’ buio e stretto e cieco, ora, questo vicolo chiuso.
Non v’è uscita, non v’è speranza.
Ogni cosa qui è scoramento e sconfitta.
Sentirsi perduti, con un solo pensiero, sempre quello: perché.

Macerarsi nel perché non indica però la via:
rende il vicolo più buio e più chiuso.
I perché son cosa passata, avvenuta, compiuta:
solo il vicolo è vero, il resto illusione.

Va guardato, questo luogo scuro: è tutto quel che ora rimane.
La sofferenza purifica, se si ha il coraggio dell’accoglienza.
S’apre allora, d’un tratto, la via immensa della pace.
Ed è già quasi serenità, prima di gioie nuove. E inaspettate.