
Ti fai ombra: le fattezze ancora son tue, tuo il sorriso che ti cela.
Il sogno di una sera fu incantevole,
forte la tentazione di trattenerlo e di viverlo a lungo.
Il risveglio reca però la realtà, la tua di sempre,
ma la confondi con gli incubi delle notti passate in segreto.
Che realtà è mai quella abitata dai fantasmi del passato?
Non sai coglierla la realtà vera e bella. E nuova.
Non esistono i fantasmi: sono vivi se li tieni in vita.
Si può forse trattenere un sogno bello negando se stessi?
Facile la via di farti donna celando l’altra donna,
difficile la via d’esser donna senza l’altra donna.
Impossibile la via di diventar donna, se temi l’altra donna:
se non cogli il giorno nuovo e diverso e unico,
se lo confondi con altri vecchi e uguali e soliti.
Intanto il giorno passa, eppur è ancor giorno.
Sa di pianto questo giorno: sarà poi amaro o di gioia, questo pianto.
Se questo oggi tramonta, il domani sarà di nuovo ieri.
Ti fai ombra: le fattezze ancora tue, il sorriso ormai spento.
Batte forte il tuo cuore sulla soglia
del giorno ancora giorno e che declina.
Sarà ancora notte senza stelle e tornerai ombra che vaga tra le ombre?
O saprai fermare il sole e diventar donna nella luce?
Batte forte il tuo cuore sulla soglia.
E’ la paura d’amare che è paura di non poter amare
per paura di non essere amata
per la paura vera di non poter essere amata.
Ma io già ti amo: ti amo di già, anima mia.
Amo te non più ombra,
amo te col tuo sorriso nuovo e libero,
amo te che varchi la soglia e ti fai donna
liberata dai fantasmi che più non trattieni.
Per amarti finalmente come sei,
per amarti completamente.
Perché tu sia tu, e per poter essere anch’io.
Perché, senza questo amore vero,
tu ed io
alla fine non saremo stati.
domenica 27 aprile 2008
Paura d'amare
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
4/27/2008