domenica 27 aprile 2008

Risentimento


Lo amavo così tanto.
Perfino il suo muro di silenzio, tanto intrigante,
credevo celasse chissà quale mistero e profondità.

Dove mai è finita la mia vita? Ed io?
Dapprima fu la rabbia nel vederlo impassibile.
Io sopraffatta e coinvolta dalle emozioni,
lui rinchiuso nel suo mondo di stupidi agonismi televisivi
e di giornali che erge come una barriera che lo nasconde.
Poi furono le ferite infertemi
dal suo continuo sfuggire, glissare, nicchiare.
Infine fu l’offesa e fu il risentimento.
Per la sua insensibilità e chiusura.
Per la sua mancanza d’attenzione e di rispetto.
Per il suo mugugnare quand’io
volevo parlare e confidarmi.
Per il suo spazientirsi al mio raccontar dettagli,
non comprendendo lui neppure
che era tutto lì il mio piacere di parlargli.
Da sempre incompresa, sono ormai sola.

Lo amavo così tanto.
E dietro il suo muro di silenzio – io stupida –
credevo celasse chissà quali misteri e profondità.
Dietro, invece, ha solo il vuoto.