
Lo sentivo in grembo: che gioia.
E che gioia, ora: è qui tra noi.
Ma tu, tu che sei il papà,
sarai abbastanza buono e bravo d’amarlo?
D’un tratto non mi fido più tanto di te:
ti vedo distaccato e spio i tuoi tratti divenuti infantili.
Ed io? Sarò io una buona madre?
E sarò ancora attraente per te?
Sai, mi percepisco diversa.
E già provo invidia - sì, un po’ - per le altre che son magre.
Lo volevo poi davvero?
Son cosa passata, temo, le nostre serate e la nostra intimità:
inghiottite dal tempo che noi due più non avremo.
Abbracciami. Tienimi stretta.
E dimmi che è anche tua
questa gioia che è tra noi.
domenica 27 aprile 2008
Paure
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
4/27/2008