domenica 2 marzo 2008

Bambolina


Non visto, la osservo: lei riposa al sole, gli occhi chiusi.
Solare anche il suo sorriso dolce, perennemente accennato.
In lei tutto è lieve, morbido, soffice:
è il suo fascino naturale, che nulla cela.

La guardo in silenzio: ne percepisco l’essenza
che sa della sua melodia senza suoni, che lei emana.
Ne seguo le note tacite, a ritroso,
per esser condotto là dove nasce quella sua musicalità.

La sento: ne colgo l’armonia.
Sa di magia la canzone che il suo cuore intona silenzioso:
è l’emozione del sentimento che nasce dentro
e che – come un fato benevolo – la guida al bello.

Divento spettatore del suo mondo di bambagia
in cui lei piace a se stessa e si accetta e si tien vicina a sè.
Arrendevole e disarmante, accoglie tutto ciò che le fa bene.
Ma sa dir di no e difendersi, se avverte che le fa male.

Vedo il suo viso, e non so dir se è bella. Lo è di suo:
nel suo sorriso giovane, nello sguardo buono
e nel volto su cui il tempo si adagia lento.
La bellezza non la insegue, la dolcezza la coltiva.
Dello scorrere degli anni lei non se ne cura: per lei è vita.

Mi appare così com’è, lì abbandonata al sole,
dolce nel suo sorriso che sa di nostalgia.
Un po’ infantile, indecisa sempre, a volte ironica e dispettosa.
Lei, sedotta dalle timidezze e dalle fragilità e dai silenzi,
intenerita da chi ha già vissuto gli anni.

La osservo: è tutta lì, nel suo sorriso che indulge a se stessa.
La guardo: è tutta lì, pronta a far follie per sempre.
La vedo: è tutta lì, nel suo eterno bisogno di sentirsi coccolata.
E volgo lo sguardo altrove:
perché lei è così, un po’ leggera. Perché lei è tutta lì.