domenica 23 marzo 2008

Fragilità


Accade – in certi momenti bui e stagnanti –
che tu mi chiami: mi basta la tua voce.

E’ come in un pomeriggio scuro
di una giornata che non ha visto il sole:
nuvole pesanti e quasi nere
che incupiscono il grigiore plumbeo del cielo.
Poi la tua voce:
uno squarcio improvviso d’azzurro,
rallegrato da raggi vivi e dorati,
che svela d’un tratto la profondità alta e infinita
dei cieli.
Accade quando tu mi chiami.
Mi basta la tua voce
a darmi un brivido.
E già sono dentro il momento
indicibilmente prezioso che mi avvolge
con l’eco lasciata dalla tua voce.
E che assaporo all’infinito.