
Egoista.
E non so buttarla sul ridere:
che t’addormenti perché sei stato bene, per merito mio,
o che almeno sei rimasto qui, nel mio letto.
Noncurante e insensibile.
E mi sento mortificata:
nemmeno le sai le mie fantasie
o il piacere delle tenerezze e del preludio.
Arido e indifferente e freddo.
Mi fai sentire usata.
E le mie emozioni volgono in un pianto represso:
per la mancanza di un abbraccio,
di una carezza,
di un gesto delicato.
Di una intimità diversa
venerdì 7 marzo 2008
E ti giri di là
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/07/2008