
Eccola, davanti a me, la casa gialla: splendida nel sole.
Il vento che si è levato rende tremule e argentate le foglie
degli ulivi, sulla sinistra.
Nel prato, sul davanti, la macchia blu degli iris.
Dietro, con i suoi profumi, il bosco.
Le cornici bianche, intorno alle finestre scure di noce.
Eppure non par più viva come quel giorno in cui,
sotto la pioggia, rimasi lì – incantata – a sognare
la mia vita insieme a te.
Immaginavo, allora, di veder la porta aprirsi:
tu ad accogliermi col tuo sorriso,
per abbracciarmi poi e tenermi stretta.
Tu, il mio rifugio
(lo sai, amore mio? Non ho mai avuto un rifugio, io).
L’emozione, allora, faceva battere il mio cuore di donna
e faceva tremar la mia mano desiderosa di accarezzarti.
Eccola, davanti a me, la casa gialla: splendida nel sole.
Non par più viva.
Come te, ingannatore.
Come te: il mio gigante con i piedi d’argilla.
venerdì 28 marzo 2008
La casa gialla
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/28/2008