
Neppure la conosco.
La sua voce non saprei.
Qui seduti, tra gente in ozio,
ai tavolini si chiacchiera e sorseggia.
Il suo viso evoca qualcosa di sconosciuto
che traspare nell’espressione misteriosa.
Segreti ne ha: li custodisce dentro i suoi occhi.
E’ semplice e calma, irraggiungibile.
Impenetrabili e quasi freddi, gli occhi suoi
mi rivelano i segreti d’un’esistenza:
quel che è stata, quel che è.
La serenità del suo sorriso accennato
dice che or è libera dall’inquietudine di se stessa.
Certo incompresa, cercava forti emozioni.
E’ arduo abbandonar la sofferenza
se c’è passione.
Chissà, forse fu sedotta da intelligenza ed ironia,
lei che credo non sappia saper sedurre.
Di certo ce l’ha fatta:
ha quella serenità profonda, quasi estasiata,
di chi è in pace con la vita.
Sensi di colpa non ne ha, s’inventa la vita:
par senza fede, fatalista.
Neppur la conosco.
Ma vedo la sua passionalità nascosta
in cui tutta s’esprime,
in cui è se stessa.
Questione d’abbandono.
domenica 2 marzo 2008
I suoi occhi
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/02/2008