domenica 9 marzo 2008

Dispettosa


Tu, passata accanto con finta indifferenza.
Non ho avuto il tempo di cogliere il tuo sguardo birichino:
già mi scompigliavi i capelli, divertita dai tuoi dispetti.

Adoro la tua giocosità improvvisa
che sa vincere la mia seriosità,
quando sai stuzzicarmi – maliziosa –
e sedurmi con il gioco.

Scompare allora la donna
e riveli – insospettata – la ragazzina che è in te.
E d’un tratto mi fai gola,
nella tua spensieratezza.
Ma dimmi dimmi dimmi:
perché ora scappi divertita e ridi?
Poi è lotta libera, rotolandoci tra cuscini.
E m’intrighi. E mi tenti.
Rifuggi ancora, allegramente.
Mi fai poi vincere e t’arrendi.

Nell’intimità ritorni donna.
E mi vinci.
E io mi arrendo.
M’arrendo alla tua tenerezza così tua.