
Abbiamo lasciato il chiarore, nitido e vasto,
della primavera fresca e assolata.
Altra primavera, più fresca e scura, abbiamo scoperto,
qui, in questo bosco pomeridiano.
Avanziamo cauti – più stretti, più vicini –
tra fronde e tra rami carichi di gemme,
tra sentori silvestri e suggestioni boschive,
tra canti di flauto che uccelli nascosti improvvisano.
Non osiamo guardarci, già colpevoli,
mentre ci addentriamo in questo Eden tra i boschi.
Batte, il tuo cuore, tra i passi attutiti
nel sottobosco umido e molle.
Una calma – improvvisa – sa di un preludio,
nelle penombra che si fa più scura e ansiosa,
e d’un tratto si carica di viva attesa.
Tacciono i flauti di selva. E’ silenzio.
Poi un tuono: forte, che sconquassa. E ti scuote.
Lo scroscio è improvviso e intenso.
Già tutto gronda – i rami, le foglie –
e noi ripariamo lesti sotto l’Albero della Conoscenza.
E’ di freddo il tuo fremito?
Sei più bella, così bagnata e così indifesa.
Ti avvicini, tremi, sorridi.
Il tuo brivido ricerca l’abbraccio.
Lo colgo il tuo fremito.
E lo avvolgo e lo tengo stretto.
Siamo uniti in una dolcezza infinita,
in questo rifugio odoroso di terra boschiva bagnata.
venerdì 7 marzo 2008
Nel bosco
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/07/2008