venerdì 14 marzo 2008

Una finestra sull'universo


Non lo avevo mai colto prima.

Io viandante, capitato qui per caso,
in una locanda sul mare.
Una camera in cima,
che dà sulla quieta distesa marina,
in una sera fuori stagione,
su un tramonto quotidiano ed ambrato.

Deposta la valigia delle cose,
mi adagio stanco su un letto non mio:
la parete a vetro è aperta sulla frescura profumata
della primavera,
e incornicia l’immenso quadro della sera.
Il mare è in calma come il tramonto,
e riflette colori cupi e intensi.
La sera imbrunisce
e il buio invade piano il turchino sempre più spento
che si ritrae
verso gli ultimi bagliori rossastri all’orizzonte,
e cede alla sera.
Di già una stella, poi un’altra.


E’ silenzio. E’ calma.
E’ la notte che non è più sera.
Chiudo gli occhi
e scivolo in un sogno senza sogni,
cullato dallo sciacquio lento delle onde
che hanno assunto i toni di un notturno.


Non lo avevo mai colto prima.
Mi desto.
L’immenso quadro è ancor lì:
la cornice è la stessa, stessa la visione di mare.
Ma la notte è accesa di stelle
e il mare scuro luccica di luna,
nei colori notturni, più nitidi.
E il firmamento – superbo -
dischiude allo spazio il tempo dell’infinito.

Non lo avevo mai colto prima:
lo stupore di essere stupito.

E - dietro tanta tacita grandiosità -
avverto
il Sublime.