
Quali parole mai troverò per dirmi?
Come staccarmi da quelle
che nella mia mente si affollano,
- nonostante me -
e che son come scarti
tratti dai rifiuti del pensiero?
Cercherò parole che
sian frutti coltivati
nel terreno dell’animo.
Cercherò parole vive
come pegni in formazione.
Le incontrerò
nella calma interiore:
parole che siano ricettacoli dello spirito.
Parole che parlino.
E il cui eco giunga
nelle profondità dell’anima.
Parole che schiudano
la porta dei segreti.
Rimarrò poi sulla soglia,
nuovamente assetato
di ciò che è incomprensibile:
vi sono altezze inaccessibili
anche alle parole più sublimi.
E lì, dove le parole si diradano
e più non riescono,
sorgerà la musica, e mi condurrà.
Poi sarà il silenzio vero.
E nel silenzio
scoprirò
l’ascolto.
venerdì 14 marzo 2008
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Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/14/2008