
E’ così strano?
E’ stupendo il mio uomo: mi ama e io lo amo.
La nostra vita è felice e perfetta.
Ordinata la casa, spolverati gli arredi,
profumati gli armadi e i fiori curati,
carini i bambini.
Non rientro stanca: gratificante il lavoro.
Ogni cosa scorre collocata nel tempo.
Anche la mia storia con l’altro ha il suo momento.
Lo incontro ogni tanto e mi abbandono all’incanto.
Irresistibile è l’amplesso, io libera senza complesso.
Riprende poi la vita mia,
nessun rimpianto o nostalgia.
Poco so di lui e lui di me. E con ciò?
E’ poi così strano tutto ciò?
Strano, stranamente, è il tuo dire strano:
ti preme cercar conferme?
Convinta nel dirti che manca il sentimento
e che è la gioia dei sensi di un momento,
ti senti libera e creativa.
Lo è davvero, stupendo,
chi non sa stupirti e non ha inventiva?
E il tuo cercare il distacco dal consueto
non è forse per la noia nel tuo animo irrequieto?
Perfetta è la tua vita:
incastri a tempo in cui ti sei irretita.
Nessun appagamento,
ma troppo duro il cambiamento:
ansie ed emozioni avrebbero il sopravvento.
Accontentarsi, a tempo, d’un surrogato d’amore
e lì fermarsi, per non cambiarsi.
Strano è il non lasciarsi vivere.
Strano è il timore d’amore.
sabato 1 marzo 2008
Stranamente perfetta
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
3/01/2008