venerdì 21 marzo 2008

Bella da far male


E’ superba la tua bellezza bruna, che tu stessa non sai:
emersa dalle pagine sacre del Cantico dei cantici,
riveste l’animo scaltro e geniale della regina Izebel.
Creatura indomita, tu, che anela al cielo e brama la terra.
In te ci son due donne, come nell’Eden
la conoscenza del male e il frutto che darebbe vita.
Eppur non sei della specie del cherubino,
perfetto in bellezza, libero e senza difetto finché
tentò la libertà che lo rese schiavo di se stesso.
Al fondo dei tuoi occhi scuri c’è una luce.

Ti vidi salire dalla terra di Sulam,
stupenda tra le donne, superba in bellezza.
Custodivi le vigne, benché la tua vigna,
quella che era tua, non la custodissi.
Davanti a te, sulammita, fui ricco – per un momento –
ancor più che il re Salomone.
Per la tua bellezza superba,
perché tu sei bella da far male.

Non imporre giuramenti alle figlie di Gerusalemme.
Poni invece tu – terza donna - un sigillo sul tuo cuore.
La vigna, che appartiene a te,
è a tua disposizione.