
Vorrei equilibrio, vorrei serenità.
Dalla vita ho accolto tutto, il bello e il brutto:
per farne forse esperienza e render più forte la mia vitalità.
Vorrei la pace, vorrei tranquillità.
Pur se son donna decisa, so sognare e so star tra le risa.
Decisa, invero, non lo sono fino in profondità.
Vivo d’eccessi, tra ozio e grandi attività.
Sia nel cibo che nel sesso io mi rifugio spesso.
Passo da un uomo all’altro, tutto nella vanità.
Son confusa, a volte ho ribrezzo della mia stessa distruttività.
Mai trovato l’uomo giusto: forse solo nello star sola troverei gusto.
O forse è solo il vivere, la mia priorità.
Eppur sto sempre male, nella mia viltà.
Se un rimorso è meglio del rimpianto, perché raccolgo solo pianto?
Vorrei equilibrio, vorrei serenità.
Credevo d’esser libera, d’esser moderna.
E invece sono schiava del capriccio del momento.
Senza una meta si procede a vista,
senza una guida la via è persa.
Compagni di strada – oh, sì -, tanti.
Le notti sempre in compagnia.
Ma è al mattino che ci si risveglia.
Ed è al mattino che mi risveglio anch’io.
Sola.
venerdì 25 gennaio 2008
Caotica
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/25/2008