venerdì 25 gennaio 2008

Caotica


Vorrei equilibrio, vorrei serenità.
Dalla vita ho accolto tutto, il bello e il brutto:
per farne forse esperienza e render più forte la mia vitalità.

Vorrei la pace, vorrei tranquillità.
Pur se son donna decisa, so sognare e so star tra le risa.
Decisa, invero, non lo sono fino in profondità.

Vivo d’eccessi, tra ozio e grandi attività.
Sia nel cibo che nel sesso io mi rifugio spesso.
Passo da un uomo all’altro, tutto nella vanità.

Son confusa, a volte ho ribrezzo della mia stessa distruttività.
Mai trovato l’uomo giusto: forse solo nello star sola troverei gusto.
O forse è solo il vivere, la mia priorità.

Eppur sto sempre male, nella mia viltà.
Se un rimorso è meglio del rimpianto, perché raccolgo solo pianto?
Vorrei equilibrio, vorrei serenità.

Credevo d’esser libera, d’esser moderna.
E invece sono schiava del capriccio del momento.
Senza una meta si procede a vista,
senza una guida la via è persa.
Compagni di strada – oh, sì -, tanti.
Le notti sempre in compagnia.
Ma è al mattino che ci si risveglia.
Ed è al mattino che mi risveglio anch’io.
Sola.