
L’idea mi gira in testa da un po’ di tempo.
E’ sorta stando con te distesa, nel far l’amore,
desiderando che tu sia più attento.
Non so, ecco, che tu ti muovessi in un certo modo.
Non so, ecco, che la posizione fosse più conturbante.
Non so, una maniera diversa e più eccitante.
Ma sì che lo so, e speravo tu capissi.
Mi aspettavo una certa cosa, ma tu facevi tutt’altro.
E’ per vergogna che non confesso le mie passioni,
nel timore che tu mi giudichi troppo disinibita.
Mi sento anche inadeguata, e diversa dalle altre che forse hanno un’altra vita,
e questo perché ho pensieri che tu, un uomo, non sai intuire.
Chissà se tante donne non dicono i desideri inconfessati.
Chissà se tanti uomini non sanno o non capiscono.
Vedi, vorrei – per cominciare – molto più lunghi i preliminari.
Carezze e poi carezze, senza che tu debba temere di sfiorare e coccolare,
dolcemente, l’intimo fiore e i suoi petali e la preziosa gemma.
Vorrei non confondessi poi la mia interruzione:
è per riprender poco dopo, per aumentar l’eccitazione.
Sbagli se credi che non voglia far l’amore e ti ritiri nel tuo furore.
Ma vorrei anche, a volte, un momento molto intenso e breve,
inaspettato, consumato sull’onda della improvvisa passione,
nel luogo qualsiasi che ci è capitato.
Vedi, vorrei.
Vorrei che tu intuissi.
Che tu intuissi.
Questo vorrei.
sabato 12 gennaio 2008
Indovina cosa vorrei stasera...
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/12/2008