domenica 27 gennaio 2008

Stasera


Stasera, che sera.
Lui mi farà danzare alla luce della luna
e mi condurrà a toccare – come solo lui sa fare – il cielo.
La mia vita non è mai stata tanto ricca di passione.

Che sera, stasera.
Tutto è pronto a casa mia:
pulito, scintillante, profumato,
tutto pronto nei dettagli.
Andrà di certo tutto bene,
voglio stupirlo, per lasciarlo senza fiato.

Stasera, che sera.
Gustosa la cenetta, sulla tavola per due.
I fiori e le candele, la musica soffusa.
La torta è ancora in forno,
buonissimo l’odore.
Attendo impaziente lui, il mio amore.
E’ da tanto che l’aspetto
e che si accorga che non è solo storia da letto.
Sono tanto tanto innamorata,
ho paura che mi lasci, un po’ sono spaventata.
Ma stasera, sì, lo stupirò.

Che sera, stasera.
Farò quel che lui vuole,
sarò come mi vuole.
Servizievole, schiava ubbidiente e appassionata.
E imprevedibile.

Stasera, che sera.
Un bagno profumato, per lui son quasi pronta.
E, ora, a faccia a faccia con lo specchio,
per veder come io sto.
Sì, son morbida e piacevole.
E, pur se sogno un abito flessuoso,
per lui indosso il più stretto e provocante,
sopra una sottoveste bianca e accattivante.
Rossetto che mille baci non toglieranno,
e ho messo i tacchi alti.
Sono in ordine e perfetta.

Che sera, stasera.
Tra poco sarà qui.
Son mesi che l’aspetto.
Non chiamava, non rispondeva.
Gli ho lasciato un biglietto, delicatamente profumato:
Tu ed io, da me, una cenetta.
T’aspetto, di niente vestita.

E ora attendo. Attendo e attendo.
E attendo ancora.
Ancora attendo.
Poi, più non attendo.

Che sera.
E’ tardi, ormai tardi, troppo tardi.
Ho lo sguardo sfatto come la torta che s’è afflosciata,
le mie lacrime son calde come il prosecco riscaldato,
sono uno straccio come il mio biglietto che di certo ha gettato,
l’orgoglio è sotto gli alti tacchi,
il mio viso una maschera triste con tanto di rossetto.
Ho atteso invano, in ansia, esasperata.
Poi l’ho chiamato.
Sorpresa e imbarazzata la sua voce.
Più sommessa un’altra voce, accanto a lui:
ansimante, zuccherosa, conturbante. E femminile.
Sono sconvolta.
Per la rabbia mi mancheranno presto i sensi, lo sento.

Son vuota - d’un tratto - improvvisamente.
Stasera.
Sì, proprio stasera.