domenica 27 gennaio 2008

Labirinto


Perché dire una bugia? La modestia è la virtù di chi è sciocco.
Io son bella.
E brava: sono arrivata. Intelligente e fascinosa.
Di che altro ho bisogno? Eppure, appagata, no, neanche per sogno.
Attendo, e non so cosa.

Son giovane ancora, e dalla vita ho avuto molto.
Corpo sottile e flessuoso, il viso intenso e femminile.
Il mio sguardo è diretto: son decisa.
Nella mia storia c’è il bello e il brutto, c’è di tutto.
Amo i colori, ma so ascoltare anche i dolori.
Non ho ossessioni, ma sono irrequieta e con contraddizioni.

L’amore?
L’attendo.
Credo di saper amare.
E’ stata una tragedia l’abbandono.
Esser bella e avere qualità è una dannazione:
quando si perde, è perso un prezioso dono, nell’umiliazione.
Da quella sofferenza senza pietà ho appreso solo l’umiltà.
L’umiltà di capire che una donna splendida e speciale
può esser rifiutata e abbandonata.
Eppur mi sembra di saper amare.

La mia attesa è di speranza, pur nella sofferenza.
Di tenerezza ne ho un bisogno estremo.
E sì, credo di saper amare.
Viver la vita dell’altro, ecco. E la passione poi verrebbe.
Un grande amore può far rinascere,
e io mi chiedo se posso provare ancora una passione forte.
Compresa, no, ma vorrei essere ascoltata.

E mi sembra di saper amare.
L’ultima volta che ho pianto è stata stamattina.
Eppur mi sembra - mi sembra - di saper amare.