Curo la mia casa e le mie cose:
ogni dettaglio è un ninnolo d’amore
che parla un intimo linguaggio come le rose.
Chi non comprende mi chiama zitella
e non sa che per me fa rima con cosa bella.
Sul comodino riposa il libro del momento
e nella sera è delizioso quel silenzio,
alla luce bassa e buona e calda del paralume non ancora spento.
Così dolce poi lo scivolar nel sonno,
tra le lenzuola profumate
e il carillon discreto con le sue note sempre più diradate.
Il mio cuore è contento,
dopo che un pensiero ho rivolto al firmamento,
e piacevole è la notte mia di sogno.
Il nuovo giorno ed io ci accogliamo alla luce dell’aurora.
Gusto con calma il rito della mia colazione:
ho una tazza tutta mia che è un amore,
e sulla tovaglietta ricamata mai manca un fiore.
Io sposarmi? Ho tutta me stessa, questo può bastarmi.
Nessun mistero o curiosità:
son bella e son serena, amici ne ho,
ma imprigionarmi, questo no.
Mia la mia casa, sol mie le mie cose.
I dettagli son ninnoli preziosi
che custodisco, intimi e amorosi.
Ogni risveglio è bello come un nuovo fiore.
E poi ritrovo la mia tazza.
Che è un amore.
sabato 12 gennaio 2008
Sola, e mi basto
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/12/2008