venerdì 4 gennaio 2008

Una aurora nuova


Stesa accanto a me
sulla sabbia dorata
dai primi raggi del giorno
dormi serena.

In estasi
guardo il tuo viso.
Mentre la luna tramonta,
la prima luce del nuovo giorno
svela
il tuo sorriso lieve
che conservi
sulle tue labbra
evocatrici di te.

Scruto tra le tue palpebre
chiuse
i tuoi sogni
e ne ascolto il sonoro
nel tuo respiro calmo
che solleva piano
i tuoi seni che sembrano
offrirsi nuovamente a me.

Poso tenero lo sguardo
sul tuo collo
e ne ho nostalgia.
Penso parole
che ti bacino lievi
e baci indugianti
che ti parlino piano.

La luce bianca dell’alba
aveva reso opaco
anche il ricordo delle stelle.
Ma ora
l’aurora
riaccende il sogno
e tutto appare vero.
E illumina te
e la tua bellezza viva.

Ti guardo
- tu riposi –
e un amore immenso
mi sale da dentro,
dove ho racchiuso
l’universo, infinito e carico di stelle,
che lo contiene.

L’alba ha ormai ceduto il posto
all’aurora
che – improvvisa –
accende il mare
che s’è tolto la sua coltre scura.
E infiamma l’orizzonte,
superba,
divampando nel blu turchino
che si ritrae.

E illumina anche te.
E il tuo volto.
E i tuoi occhi che si schiudono appena
nel mattino nuovo e fresco.

E nei tuoi occhi scorgo,
più viva e più vera,
una nuova aurora.