Scrivo a te con rabbia, per raccontarti la parte di storia che non sai.
Scrivo a te che non leggerai, per dirti la parte di storia che mai capirai.
Sai, ero donna giovane ma forte, quando ti incontrai.
Sembrava un grande amore, e così non fu, mai.
Eri possessivo e ogni spazio mi toglievi.
Non t’importava di me, ma di quel che la gente diceva, casomai.
E, chiusa in casa da troppo tempo ormai,
alla fine, sì, mi ribellai.
E conobbi lui, persona stupenda
nella sua tonaca nera.
Fu amicizia vera, poi me ne innamorai.
Innamorato lui pure, volli vivere questo amore,
e senza paure lo accettai.
Con lui mi son sentita viva
e ho fatto l’amore con una passione che non sai,
con un trasporto provato giammai.
Poi fu lo scandalo.
Quel ch’era mistico e segreto
fu scoperto alla luce del sole.
Come potevo sperare che il mondo capisse?
Era un mistero da custodire, noi soli.
E ora, più neppur ci parliamo:
lui tornato alla sua devozione,
nella sua tonaca, ora nera di lutto e punizione.
Ma, sai, la straordinarietà dell’amore, quella, la ho vissuta,
la passione intensa l’ho conosciuta.
E ho ritrovato la mia forza,
ho scoperto nel mio intimo di donna
la sacralità e la divinità della mia femminilità,
il misterioso dono della profusione,
il sacro fuoco del tempio dell’Amore, che mai si spegnerà.
Ora io veglio, veglio presso l’altare del desiderio sacro.
E’ irrinunciabile l’amore,
immanente e trascendente.
E custodisco, io vestale, l’intima mia fiaccola.
Un altro ancor verrà
e riaccenderla, lui, di nuovo saprà.
E sicuramente, no, tu non sarai.
sabato 12 gennaio 2008
Sacerdotessa
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/12/2008