
Primi passi che affondano nella sabbia impalpabile, poi le dune.
Il cammino è lieve e leggero: inoltrarsi nel deserto, a conquistarlo.
Negli splendori abbaglianti tutto è dorato, caldo anche il silenzio.
Il paesaggio si fa vastità sabbiosa,
il passo pesante, a tratti perfino inebriante.
Conquistare il deserto?
E’ forse lui, il deserto, che si appropria di noi.
In quella solitudine in cui tutto tace, sembra che nulla accada.
Luogo senza confini in cui si toccano i confini:
di se stessi, dei propri limiti, della sete e della calura, della vita.
E poi la notte immensa e buia, così limpida e stellata, così calma e fredda.
Esser pervasi da uno strano senso di sicurezza e intimità,
con la sensazione di stupore e di timore insieme.
Spazio sconfinato in cui tutto par fermo.
In quel silenzio pare ancor che nulla accada.
Eppure accade il tempo: l’infinito e l’eterno.
Accade anche che una tacita e invisibile Presenza sussurri senza voce:
E’ nel deserto che incontrerò il tuo cuore.
venerdì 25 gennaio 2008
Deserto
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/25/2008