
Fa ancora freddo, la sera,
in questa tardiva primavera
che è tutto un fiorire silenzioso e improvviso.
Qui, rannicchiata davanti al camino,
le maniche che scendono fino a coprir le mani,
non mi scalda questo fuoco fuori stagione:
pochi legni accesi, che si consumano, senza ardore.
D’un tratto, un caldo arriva:
è una fiammata, inaspettata, che divampa decisa.
Pare un fuoco vero, ma già non dura.
Mi scalda per un momento,
prima dello spegnimento, ormai senza alimento.
E fa di nuovo freddo in questa sera,
nel rimpianto e nel risentimento.
Eri tu il mio fuoco accesso,
sei tu il mio fuoco spento.
Pochi erano i legni: sentimenti consumati, senza ardore.
Scintille e liti, scenate e scottature,
nodosi conflitti soffocati in fumosi malumori,
emozioni spente nella pigra monotonia dei giorni.
Stanca d’attizzare un fuoco che non prende,
ti dissi basta, e fu il mio abbandono.
Ed ecco, improvviso, il tuo stupore
- o la tua paura -, non so.
Fu certo molto strano quel momento:
cessati i crepitii d’uno stentoreo fuoco esitante,
divampò come una fiammata il tuo desiderio di me.
Sprigionava la passione intensa
che mi coinvolgeva nella tua brama improvvisa
e focosa, focosa come non mai.
Avrei voluto sottrarmi, sì,
ma ho ceduto all’assalto del tuo inaspettato ardore,
all’incendio appiccato ai miei sensi,
trascinata in focolai di passione,
travolta nelle fiamme del desiderio ardente.
Fu anche, forse, la strana eccitazione d’una nuova libertà:
trasgredire, e trasgredire proprio con te
da cui ormai ero divisa.
Fu forse il brivido di osare,
affrancata ormai dalla fedeltà,
ritrovandoti nuovo ed estraneo.
Ma a mente fredda, dopo,
il fuoco era ancora spento.
Estinta anche quell’ultima fiammata.
E sono rannicchiata, qui, davanti al camino freddo,
in questa sera ancor troppo fresca.
Domani continuerà a fiorire la primavera tardiva,
esuberante e silenziosa,
maturando in un’estate che poi appassirà.
Rannicchiata qui,
le maniche scese fino a coprir le mani,
ho lo sguardo vuoto sulle poche ceneri rimaste.
Consumate. E inconsistenti. Spente.
E fredde.
venerdì 25 gennaio 2008
L'ultima fiammata
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/25/2008