
E’ ormai cosa decisa: in questo pomeriggio un po’ vuoto
mi dedicherò ad una lettura impegnata, di psicologia.
Ho trovato un testo interessante che non mi era noto.
Cercherò, nella classificazione delle varie donne, la mia tipologia.
I tipi son nove, e io curiosa mi metterò subito in moto.
Alla fine forse saprò come son fatta io e qual è la diagnosi mia.
Oh, ecco di già una bella tipa: è la splendente.
Volitiva e invincibile, non bada alle emozioni proprio per niente.
Diffonde luminosità, lei ama guardare ed esser vista.
Lavora sodo, ferma è la volontà, lei è ottimista.
Basta però dirle che è brava e che è bella,
e anche un rozzo sa raggirarla, quella.
Proietta la sua fervida immaginazione
e come l’acqua per la pianta è per lei la gratificazione.
Questa è come una mia amica, quella freddina,
che a guardar vetrine può passare una intera mattina.
Eccoci alla seconda tipa: la perfettina.
Sola al comando, organizza la vita della gente che le sta vicina.
La mania di perfezione sta sempre nella sua mente:
senza di lei non funzionerebbe mai niente.
Se la contraddici, scateni la guerra o un’esplosione,
così gliela fan dietro, fingendo di darle ragione.
In verità, lei ha un gran bisogno d’affetto,
ma per farla sentire amata, solo l’obbedirle ha effetto.
Questa mi sa che è quella del quarto piano,
il cui marito è fuggito assai lontano.
Quest’altra che or viene mica mi piace: mi pare un tipo strano.
E’ la principessa, che si offende se non le fanno il baciamano.
Ricerca il meraviglioso ad ogni occasione,
vuole e pretende solo adorazione.
Lei è un’esteta raffinata,
odia le banalità, è molto ricercata.
Vuol sedurre e sedurre a non finire,
ma non sa che è per la scarsa stima di sé che ha da lenire.
Mi par di veder la mia collega orgogliosa.
Fa tutto da sola, senza umiltà, spesso è pietosa.
Eccone un’altra, quella dalle agitazioni a iosa.
Patisce turbolenze emotive, le manca sempre qualcosa.
Lei è la drammatica. Di certo movimenta la vita,
ma con lei non c’è pace e non è mai finita.
Eppure soffre e soffre tanto, nel suo lamento,
ma lo fa per stare su un palcoscenico mai spento.
Vuol essere ammirata negli alti e bassi delle sue emozioni,
così che gli spettatori le tributino applausi ed ovazioni.
Questa è la mia portinaia, davvero, quell’invidiosa, è lei spiccicata.
Non fai a tempo ad incrociarla che già si è lamentata.
Ma son tutte così? Finora, neppure una se n’è salvata.
E’ ora il turno dell’analitica: qui si entra in zona vietata.
Un suo mondo lo ha, eccome, ma non si vede mai.
Accumula e rimugina, non condividendo con nessuno, giammai.
Più che riservata, è un forziere blindato e chiuso.
E’ silenziosa e non si fida mai di qualcuno, nessuno escluso.
Si scatena poi nel sesso, è una gran conquistatrice, ma per nulla seduttiva:
lei salta addosso e poi libera la sua immaginazione, assai viva.
Oddio, che sia così anche quella bibliotecaria insulsa?
A quell’acqua cheta, sotto sotto, chissà cosa le pulsa.
La dominatrice è una tipa che non si sente mai convulsa.
Lei è tutta d’un pezzo, non ha mai una ripulsa.
Ignora la sua fragilità ed è sempre serena.
A lei non la si fa: ogni torto lo ripaga subito e di gran lena.
Se perde una battaglia, non si piange addosso,
vuol la rivincita e mai molla l’osso.
Gioca per vincere, pur se si spaccia per innocente,
ma statene certi: non fa niente per niente.
Ma guarda, qui si parla di quella carognetta di mia cognata,
tipa tosta, davvero, non faccio l’esagerata.
Meglio passare alla mediatrice, una donna pacificata.
Son curiosa di scoprir cosa questa si è inventata.
Par la pace fatta persona, lei è specialista dell’armottizzamento.
In realtà ha una gran paura di creare conflitti e perdere di apprezzamento.
Ma senti… è donna d’azione che punta al potere, questa paciosa.
Pigra spiritualmente, si occupa di quel che capita, la patuffolosa.
Questa controlla tutto, mi par una prezzemolina.
Vuol far la pace con tutti per essere più amata, povera la mia morbidina.
Pare la mia compagna di banco, quella che avevo a scuola.
Portata alla malinconia e disponibile con tutti, ma rimase sola.
Finalmente l’ottava meraviglia: questa sarà una che vola?
Par proprio di sì: lei è la ballerina, quella che sorvola.
Dell’evitare è specialista,
lei è sognatrice e trasformista.
Affascinata dalla sua stessa immaginazione,
è una furbetta che infine svicola imboccando una deviazione.
Senti, senti: è pur gran godereccia e ama tanto il sesso.
Autoindulgente, pecca di gola e cerca l’amplesso.
Ma questa è la zoccola che ha abbindolato mio marito!
Buon per me che se ne sia andato. Di certo avrà poi trovato il suo benservito.
Ce n’è un’altra e poi è finito.
Chissà se questa sarà quella buona, un mito.
E’ la prudentissima, preoccupata di quello che potrebbe capitare.
La devi sempre sostenere, la devi rassicurare.
Una responsabile, certo, ma troppo timorosa.
E’ impegnata a prevenire i pericoli dettati dalla sua mente fantasiosa.
Questa è come la mia amica cara, che sempre vuol sapere se le voglio bene.
Lei ha paura della paura, son queste le sue pene.
Che dire? Non mi ritrovo in nessuna.
Che io sia troppo normale?
Ho il mio caratterino, è vero, ma mica cerco la luna.
Qua e là ho colto aspetti di me che non son proprio così male.
Ma qualcuna che m’assomigli, no, non ce n’è una.
Forse è proprio questo l’esisto del test: io son speciale.
venerdì 25 gennaio 2008
Test
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/25/2008