
Sin da ragazzina ho sempre avuto qualcuno.
No, non sempre lo stesso: più d’uno.
Quando la storia si trascinava e mi sentivo stanca,
ero in attesa di un nuovo amore, quello che manca.
E se il tipo giusto si presentava,
a quell’amore ci saltavo dentro, e tutto ricominciava.
Critiche le mie amiche: mi dicevan che dovevo provare a stare sola dopo un andamento stanco,
mi dicevan che dovevo riprender fiato e non aver sempre bisogno di un uomo al fianco.
Ma in coppia io ci stavo bene:
come immaginare una cosa diversa senza provar delle pene?
L’ultima volta, però, mentre mi trascinavo in attesa del nuovo amore,
fui anticipata: mi lasciò lui, e fu il panico nello stupore.
Tutto mi pesava, era il vuoto senza appigli, ero sgomenta, avevo paura:
io senza accompagnatore, senza chi di me si prendesse cura.
Poi, pian piano, ho scoperto che ce la potevo fare.
Era un lusso aver tanto tempo per me e agli interessi miei potermi dedicare.
Libera e autonoma per la prima volta,
avrei difeso la raggiunta indipendenza, stavolta.
Lui entrò nella mia vita alcuni mesi dopo, sbocciato come un fiore.
Un paio d’incontri soltanto e facemmo subito l’amore.
Da allora non ci sono domande, non ci sono richieste:
nessuna regola, le circostanze son queste.
Abita lontano, ci vediamo quando possiamo.
Nel letto giochiamo, ci divertiamo, ridiamo.
Mi dice che gli piaccio e poi lui mi accarezza.
Dei problemi nostri non ne parliamo: è una stranezza?
Forse è una storia leggera, non so, ma sinceramente non m’importa.
Quello che voglio è godermi questo presente, per una volta, anche se di questa sorta.
sabato 26 gennaio 2008
Piccoli amori
Pubblicato da
Gianni Montefameglio
alle
1/26/2008